Monthly Archives: April 2013

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Marketing e Non-Profit: L’Esempio di Fake Shower

Nel fine settimana, durante la lettura quotidiana dei feed RSS, sono capitato su questo articolo di MacStories su un’app per iOS chiamata Fake Shower.

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Se vuoi risparmiarti di aprire i link, ecco il video di presentazione dell’app:

Hai visto il video e stai ancora leggendo? Mi ritengo fortunato. Vedi, il mio commento immediato è stato, infatti: “che cazzata!“. Ma come te, anche io ho continuato a leggere e… cosa ho scoperto? Che sì, l’app è una gran cazzata. Ma incredibilmente intelligente.

Akatu, la casa che produce l’app, è un’organizzazione non-profit non governativa, che punta a far conoscere e migliorare le nostre abitudini di consumo. È stata fondata appena due anni fa il 15 marzo, nella Giornata Mondiale dei Diritti del Consumatore, a São Paulo, in Brasile.

Qui non siamo di fronte al classico sviluppatore squattrinato che crea in due giorni un’app per simulare scorregge (Fake Shower si scarica gratuitamente). Invece, si tratta dell’astuto marketing di un’organizzazione senza scopo di lucro, che vuole divertire ed informare sui pericoli dello sfruttamento indiscriminato delle risorse del nostro Pianeta.

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Fake Shower ti permette di azionare un rubinetto virtuale del lavandino o della doccia, per nascondere le tue “funzioni corporali”, e portarti dopo su una schermata interattiva dove puoi verificare la quantità d’acqua che tu e il mondo intero avete risparmiato usando l’app.

Mentre scrivo questo articolo, gli utilizzatori di Fake Shower sono arrivati a risparmiare una quantità d’acqua pari a quella contenuta in una piscina olimpionica. Non male, no?

Un ottimo caso di marketing intelligente, che sicuramente citerò nei miei corsi.

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Marketing Online: Creare una Customer Persona

Come saprai, se hai dato un’occhiata alla sezione portfolio, lavoro da circa un anno per una startup che opera sul mercato mobile: mob.is.it.

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Per tagliare al meglio la nostra offerta esistente e acquisire nuovi clienti, abbiamo deciso di individuare degli acquirenti tipo, che rispecchino il cliente ideale dei nostri prodotti.

Questo stratagemma, che consiste nell’individuare con molta precisione specifiche tipologie di clienti, prevede un approccio ben rodato nel marketing: le customer persona.

Wikipedia definisce così una customer persona (traduzione mia):

Nel marketing e nel design focalizzato sulle esigenze degli utenti, le persona sono dei personaggi fittizi, creati per rappresentare differenti tipologie di utenti in base al loro target demografico, attitudine e/o comportamento verso l’utilizzo di un sito, marca o prodotto.

Una persona, è quindi una sorta di scheda cliente, che riunisce quante più informazioni possibili su un immaginario acquirente del tuo prodotto. Questa scheda, ti serve per acquisire una maggiore comprensione del tuo bacino di clienti, e aiutarti a modellare la tua offerta commerciale e la tua strategia di comunicazione su persone reali.

I vantaggi pratici che derivano dalle customer persona, sono:

  • Non perdi mai di vista le esigenze specifiche del tuo cliente ideale.
  • Puoi creare più bozze per segmentare la tua offerta su diverse tipologie di clienti o su diversi mercati.
  • Quando prepari il copy per il tuo prodotto, pensi alla tua persona, e non ad un cliente astratto.
  • Puoi comunicare facilmente a collaboratori ed investitori la tipologia di utenti che ti interessa raggiungere.

 

Per creare una customer persona, io utilizzo le seguenti informazioni (a lato trovi degli esempi esplicativi):

  • Nome completo con foto – Mario Rossi, John Smith, ecc.
  • Occupazione attuale – Imprenditore online, falegname, disoccupato, ecc.
  • Informazioni demografiche – Età, stato civile, etnia, religione, ecc.
  • Località – Stato, città e (se possibile) quartiere di residenza.
  • Background professionale – Dove ha lavorato e per quanto tempo, che mansioni ha ricoperto, ecc.
  • Background personale – Situazione familiare, hobby, sport, interessi, ecc.
  • Background tecnico – Sa programmare in PHP, sa solo navigare su Internet, ha difficoltà ad usare le tecnologie più semplici se non gli viene fornita una documentazione chiara, ecc.
  • Curva di adozione – È il primo ad usare un prodotto? Aspetta che sia testato per provarlo? È restio a cambiare una tecnologia che usa da anni? Ecc.
  • Attitudine verso il prodotto – Non ha problemi a pagare una cifra alta se il prodotto lo convince, non vuole occuparsi del set-up, ma preferisce avere un pacchetto già funzionante dopo il pagamento, ecc.
  • Obiettivi – Vuole più clienti / più soldi / migliorare il suo prodotto offrendo un servizio nuovo / diventare il leader di mercato nel suo settore, ecc.

 

Ovviamente, questa lista non vuole essere esaustiva. È solo la procedura che seguo io per creare le customer persona. Ho notato che, limitandomi a poche informazioni ben catalogate, riesco a non perdermi in tremila dettagli inutili e potenzialmente confusionari.

Devi sempre tenere a mente che la persona sarà il punto di riferimento concreto per qualunque modifica apporterai al tuo prodotto, e avere una mole di dati troppo ampia può essere deleterio.

Per aiutarti ancora meglio a creare una customer persona, puoi consultare questo ottimo articolo (in inglese) dove trovi tanti suggerimenti utili, insieme a un PDF scaricabile con una bozza pre-impostata per creare il tuo cliente tipo.

 

Che ne pensi? Conoscevi le customer persona? Le userai?

 

Foto del post di Piermario su Flickr.
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Creare un Sito Web: Cosa Non Dimenticare

Mia madre dimentica sempre un cucchiaino in lavastoviglie. Non c’è nulla da fare. Per quanto presti il massimo dell’attenzione, dimentica sempre un cucchiaino quando ripone le stoviglie dopo il lavaggio.

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Questa, a prima vista insignificante, ripetuta occorrenza, mi ha fatto riflettere sulle classiche sviste commesse da chi realizza un sito web. Per quanto, infatti, tu possa buttare giù un piano preciso dei passi che intendi compiere, e creare la checklist più dettagliata possibile, stai pur certo che qualcosa sfuggirà al tuo controllo.

Ho pensato di condividere con te la mia personale lista di azioni da seguire quando realizzo il sito di un cliente. Prenderò come banco di prova WordPress, che è la piattaforma che consiglio di utilizzare per la sua semplicità di configurazione e modularità.

 

Vediamola insieme:

Social: Se vuoi che i tuoi articoli siano condivisibili sui social media, non dimenticare di inserire i widget dei principali social network. Personalmente, ritengo indispensabili: Facebook, Twitter, Linkedin e Pinterest. Se realizzi un sito in inglese, ti consiglio di aggiungere anche StumbleUpon.

SEO: Per curare gli aspetti SEO dei siti che realizzo, usavo all’inizio il plugin All in One SEO Pack, ma mi sono recentemente convertito a WordPress SEO by Yoast. Lo trovo meno semplice da configurare, ma allo stesso tempo, più dettagliato nel curare gli aspetti importanti che fanno la differenza per essere ben posizionati su Google.

Spam: Per prevenire lo spam nei commenti, ricordati di non avere mai indirizzi email in chiaro (sotto forma di link o meno), e un sistema di autenticazione che protegga il box dei commenti da accessi automatici. Io uso Captcha.

Autorship: Si parla tanto di autorship e di come questa funzionalità sia un importante fattore a livello SEO. In due parole, l’autorship consiste nel collegare il tuo profilo su Google+ (il social network di proprietà di Google) al tuo sito web. Facendo questo, ti assicuri che i post e le pagine del tuo sito, siano correttamente attribuite a te nei risultati organici.

Login: È altamente raccomandato non accontentarsi del classico “admin” per accedere alla dashboard del tuo sito web, ma scegliere un nome di accesso diverso. Per fare questo, ti basta accedere al database del tuo sito e modificare il record wp_user da “admin” in ciò che preferisci.

Permalink: La struttura delle URL delle pagine del tuo sito è estremamente importante per Google. Per questo, ti conviene modificarla in modo che tutte le URL contengano sempre le keyword principali delle tue pagine. Io consiglio la struttura:
http://nomesitoweb/keyword1-keyword2-keyword3/.

URL: Assicurati che il tuo sito sia raggiungibile con e senza www prima del dominio. I tuoi visitatori devono poterti raggiungere sia con www.nomesito.tld, sia con nomesito.tld.

Homepage: Puoi impostare la homepage sia come pagina riepilogativa degli ultimi post pubblicati (tipico layout di un blog), oppure come una pagina statica a tuo piacimento. Qui non c’è una scelta consigliata, dipende solo dal tuo sito. Ma è importante che tu scelga una delle due opzioni (potrai sempre cambiarla in futuro).

Indicizzazione: Per velocizzare l’indicizzazione delle tue pagine e dei tuoi post, puoi inserire dei servizi di pinging dentro WordPress che il CMS userà per notificare automaticamente i motori di ricerca dopo la pubblicazione dei tuoi contenuti. Scegli quelli che preferisci, a seconda della lingua e dei contenuti del tuo sito, ma non farti mai mancare Pingomatic. Ti basta inserire questa URL alla fine del menù “Generali”: http://rpc.pingomatic.com.

Sitemap: Una sitemap è una sorta di Tuttocittà (nostalgia!) del tuo sito web. La sitemap è infatti un semplice file di testo che contiene la lista tutte le URL presenti nel tuo sito, e serve ai motori di ricerca per interpretarne meglio la struttura e “leggerlo” più velocemente. Se usi WordPress SEO by Yoast, puoi abilitare la creazione dinamica della sitemap. Ciò vuol dire che, ogni volta che pubblicherai un nuovo contenuto, questo verrà automaticamente aggiunto alla sitemap.

Statistiche: Abilita Google Analytics, Google Webmaster Tools e Bing Webmaster Tools, per monitorare le performance del tuo sito, verificarne lo stato di salute, controllare le query di ricerca, e valutare tutti i miglioramenti che puoi apportare per posizionare meglio il sito tra i risultati organici.

Tema grafico: Controlla le opzioni disponibili per il tuo tema e personalizzale secondo le tue necessità. Ricordati di non esagerare con l’aggiunta di widget, per non rallentare inutilmente il tuo sito. Se hai un minimo di esperienza di programmazione, intervieni dove necessario sul CSS (o fatti aiutare da un web designer) per fare i miglioramenti che ti servono.

Noindex: Vai in “Impostazioni” –> “Lettura”, e disabilita la scansione del tuo sito da parte dei motori di ricerca. Fatto ciò, vai su “Apparenza” –> “Editor”, clicca su header.php nella colonna di destra, e aggiungi questa riga di codice: <meta name="robots" content="noindex, nofollow" /> nella sezione <head>. Queste due operazioni, indicheranno ai motori di ricerca di non indicizzare il tuo sito finché non avrai completato tutte le modifiche e sarai pronto per il lancio.

 

Qual è il mio cucchiaino in lavastoviglie? Cosa pensi abbia dimenticato?

Scrivimelo nei commenti!

 

Foto del post di Flood G. su Flickr.